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In prossimità delle vacanze molte famiglie scelgono il mare o il lago come luogo ideale e alcuni genitori, giustamente si preoccupano per la sicurezza dei propri figli.


Avendo un figlio piccolo e frequentando le famiglie dei compagni di scuola, sapendo che sono un esperto del settore acquatico, spesso mi chiedono consigli su come poter gestire al meglio i propri figli per non incorrere in problemi ed emergenze in acqua e al tempo stesso cercare di stare piuttosto tranquilli e senza stress.


Innanzitutto va sempre detto che con i bambini non si può stare troppo tranquilli, perché è loro natura essere sprovveduti e quindi imprevedibili. La differenza tra un genitore attento ed uno premuroso sta proprio nella prevenzione in modo che gli eventi chiamati imprevedibili possano essere gestiti senza emergenza.


Bisogna anche fare una distinzione netta tra i bambini, poiché non tutti sono uguali, per carattere ed educazione. Quindi cominciamo a stabilire a cosa bisogna fare attenzione quando portiamo i nostri bambini al mare o al lago.


Bagno al Mare:

Se scegliete la nostra bella Italia per una vacanza al mare, sappiate che nei 7.000 km circa di costa, abbiamo vari tipi di situazioni. Spiaggia e costa rocciosa sono le due situazioni più solite incontrate e va anche specificato che in genere la limpidezza dell'acqua può dipendere proprio da questi due fattori. Ovviamente se non c'è vento e formazione ondosa l'acqua essendo pressoché ferma difficilmente tenderà a sporcarsi e quindi risulterà oltre che invitante per un bel bagno anche più sicura in assenza di onda.


Se siamo in presenza di una giornata di vento che viene dal mare le onde formate tenderanno a rompersi in prossimità della costa, quindi se vedete la linea o più linee di frangenti, ovvero dove le onde si rompono, significa che in quel punto l'acqua è più bassa, se invece le onde si rompono a pochissimi metri dalla battigia o bagnasciuga significa che la profondità dell'acqua è piuttosto alta.


Queste differenze prettamente locali fanno si che la scelta del vostro punto ideale per il bagno sia scelto in considerazione del fatto che se avete dei bambini che sono dei provetti nuotatori non vi sono grossi problemi, a differenza di bambini ancora poco acquatici e che non hanno ancora delle buone tecniche di galleggiamento sarebbe opportuno scegliere una zona con basso fondale e che si allunghi per almeno 20 metri da riva.


Va anche specificato che i bambini entrano in acqua per giocare e difficilmente per nuotare, quindi per maggior sicurezza e tranquillità sarebbe opportuno trovare un punto di acqua bassa per entrambi le categorie di bambini.


Anche le onde sono delle grandi attrattive dei piccoli, difatti molti bambini si divertono proprio a ruzzolare nelle onde stesse e nel caso la loro acquaticità sia ancora incerta sarebbe necessario dotarli di braccioli gonfiabili, evitando di gonfiarli alla massima capacità per consentire maggior mobilità degli arti ed evitare con il massimo ingombro che le onde possano spingere in rotazioni pericolose gli arti stessi.


Ogni volta che si a che fare con bambini ancora non autosufficienti nel nuoto, i genitori si pongono sempre il dilemma di cosa sia migliore utilizzare come ausilio al galleggiamento. Secondo il mio parere e quello di tanti istruttori di scuole nuoto federali, si sconsiglia vivamente l'utilizzo delle ciambelle in quanto l'ingombro laterale e frontale non abitua i bambini a sviluppare le prese, ovvero i movimenti necessari in acqua per cominciare a creare la vera propulsione ed in più non è così sicura quanto un paio di braccioli, poiché alzando le braccia in posizione perfettamente verticale i bambini si potrebbero sfilare dalla ciambella e non avere più la possibilità di galleggiare.

Sono assolutamente da evitare le cinture galleggianti in quanto spingono esattamente nella parte opposta a dove viene posto il galleggiante, e quindi costringerà una posizione quasi sempre orizzontale che può essere pericolosa durante la respirazione. Se si monta il galleggiante posteriormente si spinge il viso in avanti verso l'acqua, se invece si mette frontalmente spingerà il corpo in posizione supina che è sicuramente poco apprezzata dai bambini piccoli e con il rischio di inspirare acqua dal naso.



Inoltre con l'utilizzo dei braccioli si ha possibilità di regolare man mano il volume di spinta galleggiante in base a quanto aria gli andremo ad insufflare dentro. Questo trucco si utilizza spesso nelle scuole nuoto proprio per abituare i bambini all'idea che possono stare tranquilli in acqua, ma dando loro la possibilità di sviluppare le capacità natatorie. Man mano che si utilizzeranno i braccioli e in base alle evoluzioni positive del bambino, si andrà a svuotare parzialmente i braccioli nella stessa quantità per entrambi, in modo tale che il bambino si renderà conto da solo che potrà stare in acqua anche senza. Saranno loro a chiedervi di poterli togliere. Li comincia la preoccupazione maggiore. E' esattamente come per esempio il passaggio dalle rotelle laterali della bicicletta ad andare le prime volte senza.


Se creiamo delle situazioni di pericolo nel momento in cui il bambino deve costruire la propria autostima e sicurezza in acqua non dovete permettere loro di rischiare di bere, altrimenti diventerà automaticamente una involuzione che allungherà poi notevolmente i tempi per renderli autonomi.


Ricordo che l'acqua di mare essendo più pesante rispetto all'acqua dolce, permette un galleggiamento migliore e quindi facilità questi passaggi dal bagno con i braccioli a senza.


Non fidatevi troppo delle spiagge con fondale basso per centinaia di metri, perché in presenza di giornate precedenti di mare ondoso e correnti parallele alla costa si possono formare delle buche che creeranno delle insidie pericolose per quei bambini che si affidano esclusivamente alla acqua bassa per tenersi a galla con il viso scoperto. Questo problema difficilmente si verifica in quelle zone di spiaggia formata da ciotoli e sassi in quanto essendo più pesanti della sabbia sono difficilmente scavabili dall'azione delle onde.


Nel fondale sabbioso solitamente si possono nascondere appena sotto pochi centimetri di sabbia dei piccoli pesci innocui, ma se calpestati alzando la loro pinna dorsale possono pungere ed inoculare un liquido tossico ma non velenoso che provoca un dolore localizzato e molto raramente uno shock anafilattico. Questi pesci si chiamano tracine. Basta chiedere all'assistente bagnanti di zona che è addetto alla sicurezza dei bagnanti e non come si è solito pensare addetto a portare lettini e ombrelloni, per assicurarsi che possa essere una evenienza possibile o meno di essere punti.


Consiglio sempre che voi genitori facciate delle perlustrazioni in acqua della zona per capire bene le caratteristiche locali e decidere come gestire al meglio i propri figli.



Bagno al Lago:


L'acqua del lago a differenza del mare è dolce e quindi aiuta meno al galleggiamento ma è considerata rispetto al pensiero comune molto più sicura.

Essendo un bacino chiuso e nella maggior parte dei casi di dimensioni non superiori ai 120 kmq, è soggetto ad una esposizione dei venti inferiore rispetto al mare e questo comporta una formazione di onde di altezza decisamente inferiore a quelle prodotte in mare. Inoltre avendo una forma solitamente ovale o circolare difficilmente si creano forti correnti, a differenza del mare che invece possono creare seri problemi ed incidenti.

Invece i famosi mulinelli sono pura leggenda in quanto questi si possono generare solo in specchi di acqua in movimento con variazioni improvvise della profondità come può avvenire nei fiumi e a volte al mare.


L'unica differenza sostanziale del lago rispetto al mare è dovuta dalla temperatura che nel periodo estivo nei primi metri di acqua ha la tendenza a scaldarsi molto ma raggiunti i 4 metri già si può avvertire il termoclino, uno sbalzo termico improvviso con una differenza che può raggiungere anche 12* C in meno. Questo sbalzo termico può creare dei problemi ma non di certo ai bambini che giocano vicino al bagnasciuga dove la temperatura è solitamente intorno ai 27/28* C circa.


Per quanto riguarda le accortezze da prestare con i bambini che hanno poca dimestichezza con l'acqua sono medesime a quelle consigliate sopra per il mare.



E per quanto riguarda la gestione del bagno e la digestione intestinale?


Ebbene si, è una consuetudine tramandata dai nostri nonni il fatto che non si può fare il bagno dopo aver mangiato e quindi bisogna tranquillizzare tutti i genitori riguardo a questa diceria e fare alcune precisazioni.

La digestione dopo un pranzo o anche una merenda o la stessa prima colazione possono avere dei tempi digestivi diversi in base a cosa effettivamente si è mangiato. Un pasto normale può richiedere circa 3 ore per essere digerito completamente, ma se si mangia la frutta o i carboidrati i tempi si riducono drasticamente ad un massimo di 1 ora. Quindi si può fare il bagno prima delle famose 3 ore? Solitamente si ma dipende soprattutto dalla temperatura dell'acqua.


Quello che potrebbe accadere in fase digestiva con l'ingresso improvviso in acqua è quel principio chiamato idrocuzione, ovvero uno sbalzo termico improvviso che crea una vasocostrizione e un ricircolo del sangue rallentato a causa dell'acqua particolarmente fredda rispetto alla temperatura corporea accumulata magari sotto il sole.

Il sangue ossigenato non avendo la possibilità di arrivare sufficientemente al cervello può creare un principio di ipossia e svenimento che è stato volgarmente chiamato per tantissimi anni congestione.


Questo evento traumatico per il nostro organismo può essere risolto in vari modi. Il primo è quello di evitare di entrare in acqua in maniera brusca, è opportuno immergere prima i piedi, camminare in acqua per qualche minuto, poi man mano andando verso il largo dove si tocca e l'acqua arriva appena sopra il ginocchio, si può prendere un pò di acqua e portarla sull'addome massaggiandolo. Questa pratica serve per preparare il nostro organismo ad immergersi in acqua ad una temperatura inferiore rispetto a quella dell'aria e poi in presenza di una brezza l'addome bagnato riceverà un abbassamento della temperatura, questo è il principio della sudorazione infatti, si suda per esporre la nostra pelle all'aria ed innescare un raffreddamento. Dopo almeno 5 minuti di questa pratica ci si può immergere e giocare in acqua senza nessun pericolo. Inoltre va precisato che nelle statistiche mondiali incidenti di congestione - idrocuzione da parte dei bambini è assai remota, cosa invece decisamente più frequente negli adulti



Intanto se si entra in acqua appena si è mangiato non si rischia nulla in quanto la digestione inizia dopo almeno 10 minuti e quindi non vi è ancora un importante afflusso di sangue nella parte addominale


Altra considerazione importante da tenere in considerazione per la sicurezza in acqua dei vostri bambini è la presenza di eventuali supporti al galleggiamento non personali, come il materassino e/o il canottino.

Evitate di lasciare da soli i vostri figli a giocare con questi oggetti se non hanno una buona padronanza con l'acqua e l'apnea. Molti incidenti o presunti tali si sono verificati per semplice ribaltamento e i bambini andando improvvisamente sott'acqua e per errore con la bocca aperta in cerca di aria, sono soggetti a bere e nell'eventualità peggiore subire un principio di annegamento. In questo caso è assolutamente indispensabile la presenza di un adulto capace di sangue freddo, pronto ad intervenire e soprattutto a prevenire i ribaltamenti.


Con queste piccole accortezze per aumentare la sicurezza in acqua dei vostri bambini, potete affrontare le vostre vacanze con meno stress e dubbi.


Vi auguro buone vacanze e a presto da.


Stefano